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sala seminariale primo piano
 
ingresso libero
 
Da sempre gli uomini si interrogano sul tempo, sul senso e sulla realtà di questo inesorabile slittamento della nostra vita dal passato (che non è più) al futuro (che non è ancora). E da sempre gli uomini, in particolar modo i filosofi, si danno risposte vaghe, incomplete, poco convincenti. "Se nessuno me lo chiede, lo so. Se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so". Così Sant'Agostino nelle Confessioni delinea il problema del tempo. È come se il filo che unisce gli infiniti istanti della nostra vita rimanesse invisibile ed insondabile. È come se esistendo ci sfuggisse sempre qualcosa, forse la cosa più importante.
Siamo figli del tempo o ne siamo i padri? E prima ancora: è giusto ragionare in questi termini? È vero che il Futuro, la dimensione temporale più sfuggente, è sempre nelle mani di qualcuno, uomo o Dio?
Già, il Futuro. Tutti noi vorremmo esserne i protagonisti e deciderlo, crearlo. Quantomeno desidereremmo essere i protagonisti del "nostro" futuro. Vorremmo appropriarci della nostra vita che verrà e se proprio questo non fosse possibile almeno vorremmo conoscerla, sapere "come andrà a finire".
La domanda diventa tanto più importante quanto più il presente ci destabilizza con la velocità dei suoi cambiamenti, con l'angoscia determinata dalle minacce vere o presunte che incombono, con l'ansia che provocano le improvvise tragedie e le crisi magari lontane che ci coinvolgono.
Proprio in questi periodi storici gli uomini vorrebbero poter vedere un po' oltre.
Il ciclo di conferenze Direzione Fututo, curato dall'Università Popolare di Mestre, ospite in questa occasione del Centro Culturale Candiani, vuole offrire qualche prospettiva sul futuro, per capire come gli uomini lo vivono attualmente o lo hanno vissuto nel passato, permettendo così di cogliere magari qualche informazione ragionata su ciò che, volenti o nolenti, più ci interesserà. Nel corso di sette incontri, tutti di mercoledì alle 17.30, tra ottobre 2009 e maggio 2010 studiosi ed esperti di estrazione culturale diversa offriranno qualche spunto di riflessione sul tema, secondo l'angolazione prospettica che caratterizza la loro professione o i loro interessi.
Il 4 novembre 2009 l'incontro filosofico "a più voci" Futuro, scienza e disagio del vivere con Nicola Gambini, Stefano Maso e Sandra Scibelli.
Il 2 dicembre 2009 Bruno Bernardi dell'Università di Venezia parlerà della direzione che sta imboccando l'economia mondiale per uscire dalla crisi attuale e quale sarà il destino della globalizzazione.
Edoardo Pittalis, noto ed apprezzato giornalista, nell'incontro del 13 gennaio 2010 delineerà le prospettive future dell'informazione: C'è un futuro per la parola scritta? Che ne sarà dei giornali? E la fantasia, i sogni, che da sempre sono legati alla lettura, hanno un futuro?
Successivamente, il 3 febbraio 2010, Franco Checchin, psicologo e psicoterapeuta, toccherà le tematiche caratteristiche della Psicologia transgenerazionale e genealogica, quali l'appartenenza psicologica al proprio sistema familiare, gli intrecci affettivi intergenerazionali sottesi al nostro agire quotidiano, le radici psicologiche del futuro personale.
Lucia Lombardo proporrà il 3 marzo 2010 Uno sguardo al futuro, un approccio letterario al profondo desiderio di rinnovamento che a più riprese, a partire dalla fine del Settecento, ma soprattutto nel primo Novecento, ha interessato al cultura e la letteratura europea, non ultima quella italiana.
Seguirà poi, il 14 aprile 2010, a cura di Riccardo Caldura, una conferenza sulla relazione fra ricerca artistica, rinnovamento e progettualità sociale, in particolar modo sull'utopia come elemento caratterizzante sia le pratiche delle avanguardie fra le due guerre mondiali, che la definizione ideologica del modernismo; la conversazione toccherà alcuni dei protagonisti di allora e le connessioni con l'arte più attuale.
Ultima di questo ciclo di conferenze sarà la presentazione, da me curata, del rapporto della politica con il futuro, alla luce della ovvia ma sempre vera considerazione che il primo compito del politico è quello di cercare darci un avvenire migliore e che ogni teoria politica è un modo per "fare futuro".
Parallelamente e in concomitanza con queste conferenze Michael Gluckstern terrà un ciclo di incontri sulla visione del futuro nella letteratura inglese. Verranno trattati autori quali More, Morris, Wells, Huxley, Orwell. L'esposizione avverrà in lingua inglese, mentre il dibattito potrà svolgersi in lingua italiana.
A conclusione dell'intero percorso il giorno 26 maggio 2010 una "tavola rotonda" vedrà presenti tutti i relatori che, dopo qualche riflessione in comune, saranno a disposizione del pubblico per eventuali domande e discussioni.
Franco Fusaro



 
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