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In collaborazione con l'Associazione Euphonia
 
auditorium quarto piano
ingresso:
Posto unico Intero 10 Euro / Ridotto 8 Euro
Abbonamento Quattro spettacoli a scelta 20 Euro (a scelta tra Disincanti e Chansonniers)
Riduzione Studenti, Candiani Card, CinemaPiù

FEMME PIANO - giovedì 12 luglio, ore 21.00    Dedicato a Barbara
Barbara è stata una delle icone più intense del dopoguerra canoro francese, eppure anche se oltralpe è un idolo, circondato da una venerazione diffusa a stratificata, da noi invece è appannaggio di pochi addetti ai lavori.
Far conoscere la vita e l'opera di questa grandissima cantautrice francese, di cui si celebra quest'anno il decimo anniversario dalla scomparsa, è il fine di questo concerto.
Chanteuse, ma soprattutto poetessa di un mondo di marginali e perdenti senza riscatto, a lei è toccato di indagare nelle pieghe dell'emozione soffocata, del rancore contenuto, della passione che non osa dire il proprio nome, sempre evidenziando un preciso talento poetico.
Sola e con di fonte il pianoforte nero che è divenuto simbolo del suo agire in scena, Barbara ha iniziato a comporre alla fine degli anni Cinquanta, dopo essersi distinta come interprete d'elezione delle struggenti o acide chansons di Jacques Brel e Georges Brassens.
È evidente nel suo mondo espressivo un fil rouge che la porta alla performance, alla spettacolarizzazione dei suoi brani, come spesso aveva fatto in televisione e come poi compirà apparendo in scena con Michail Barishnikov e con Dépardieu, al suo fianco nel musical Lily Passion che passò anche in Italia nel 1986.
Indomita compagna di strada delle lotte a favore dei sans papier e della ricerca contro AIDS (tema a cui ha dedicato la tesissima e commovente Sid'amour a mort nel 1987) non ha mai permesso che il patetismo entrasse nel suo raggio d'azione e come nella sua autobiografia incompiuta, Il etait un piano noir, ha sempre affrontato gli aspetti più aspri della vita con modi secchi, ma anche con grande partecipazione.
Chapeau bas, madame.
Raffaella Benetti con Giannantonio Mutto al pianoforte e Thomas Sinigaglia alla fisarmonica


LÉO FERRÉ, UNA VITA CONTRO - giovedì 19 luglio, ore 21.00   Dedicato a Léo Ferré
Lo spettacolo consiste in un concerto per voce e pianoforte con canzoni scritte da Léo Ferré, poeta e musicista di origine monegasca nato nel 1916 e morto nel 1993, che nell'ultimo periodo della sua vita scelse di vivere in Italia con la sua famiglia stabilendosi a Castellina in Chianti in Toscana. È un omaggio ad un grande artista, chansonnier ma anche scrittore (poesie, romanzi, saggi) e, soprattutto, musicista a 360 gradi che, oltre a comporre e cantare le sue canzoni, scrive sinfonie, opere, fu anche direttore d'orchestra. Léo Ferré è stato un artista che ha avuto un ruolo fondamentale nell'elevare la "canzonetta" francese (e in parte anche quella italiana attraverso l'influenza esercitata sui nostri cantautori "storici") della seconda metà del Novecento, a forma d'arte e profonda riflessione umana.
Nel concerto sarà presentata una scelta di composizioni tra le più significative dell'artista, alcune poco conosciute (perlomeno in Italia) scritte tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta del Novecento.
I temi toccati da Ferré nelle canzoni di questo programma riguardano sia la sfera privata (l'amore, la morte, la vita d'artista...) che quella pubblica con forti accenti di critica sociale e di rivolta, in taluni casi con precisi riferimenti a fatti storici come la guerra, la lotta dei partigiani e i silenzi di Pio XII di fronte allo sterminio degli ebrei.
Ferré era un artista scomodo, lo si poteva amare o odiare. In ogni caso i suoi concerti non lasciavano indifferente il pubblico. La critica unanime lo ritiene uno dei più grandi chansonniers.
La gran parte dei testi sono in italiano con molte traduzioni inedite.
Roberto Nardin con Giannantonio Mutto al pianoforte
 

SE CREDERCI ANCORA - giovedì 26 luglio, ore 21.00   Dedicato a Jacques Brel
"Tutti in Italia - racconta Grazia De Marchi - conoscono Ne me quitte pas perché l'hanno cantata in tanti con la traduzione di Gino Paoli. Pochi sanno che a scriverla fu Jacques Brel. Molti hanno tradotto le sue canzoni, ma nessuno mi ha colpito, per la magia che ha saputo ricreare, come Duilio Del Prete. La chanson des vieux amants fu una folgorazione, me ne innamorai immediatamente senza sapere quante altre perle nascondeva tutta l'opera di Brel. Molto tempo dopo, in una particolare occasione fra amici, cantai questa canzone ad un regista francese, così per caso, e lui mi disse che mai nessuno dopo Brel gli aveva dato tanta emozione. Ne era sorpreso perché a cantarla era una donna e perché il testo era tradotto. La cosa stimolò in me una gran voglia di saperne di più e così mi ritrovai a spingere Duilio a tradurmi degli altri brani. Alcuni erano già pronti, altri li abbiamo scelti insieme e lui li ha tradotti per me".
Da questo incontro è nato il nuovo spettacolo dal titolo Se crederci ancora, che Grazia De Marchi propone, accompagnata come sempre da Giannantonio Mutto al piano.
E Duilio Del Prete, che ha ripreso in mano Brel anche per tradurne l'opera omnia in un volume, come ricorda la sua esperienza?
"Alla fine degli anni Cinquanta - racconta - "vivevamo a Parigi ed eravamo anagraficamente più giovani. Eravamo, plurale, perché c'era anche Jacques Brel".
Risalgono a quegli anni le scelte del "mestiere di cicala", con il fine di "essere" piuttosto che "avere). Contrariamente a quanto vanno sempre sostenendo gli stercolari, non è vero che l'uomo (la donna poi...) in fondo "è una bestia", vero piuttosto che vi sono bestie fatte ad immagine e somiglianza dell'uomo (della donna poi...). Noi forse non abbiamo avuto del tutto ragione, ma loro hanno avuto senz'altro del tutto torto. Perciò siamo ancora qui a credere per davvero che siano indispensabili onestà, libertà, pace, ideali, sentimenti, passioni (tutto il caravanserraglio del bicchiere mezzo pieno). Jacques è morto prima di poter constatare che anche i nostri furbacchioni sarebbero finiti a rotoli, ma noi, tanto per continuare quelle scelte anni Cinquanta, presentiamo recidivi questi suoi brani, tradotti per il nostro e vostro piacere.
Grazia De Marchi con Giannantonio Mutto al pianoforte


NON VORREI CREPARE - giovedì 2 agosto, ore 21.00   Dedicato a Boris Vian
Nato a Vile d'Avray nel 1920 e morto a Parigi nel 1959, Boris Vian fu ingegnere, scrittore, trombettista jazz, chansonnier, saggista e tante altre cose ancora.
È forse la consapevolezza di avere vita breve (a causa della malattia al cuore che gli venne diagnosticata molto presto) che lo porta a vivere tutto di fretta e a fare mille cose. Infatti non solo suona la tromba in un'orchestra jazz animando le notti folli do Saint-Germain-des-Prés, ma traduce romanzi, ne scrive di propri (alcuni sotto falso nome), scrive poesie, saggi (sul jazz), commedie, musical, canzoni, partecipando alla temperie esistenzialista del dopo Liberazione a Parigi.
Nelle sue opere letterarie, ma anche nelle canzoni (ne ha scritte più di quattrocento), troviamo i temi dell'antimilitarismo, dell'antirazzismo, del consumismo che iniziava a diffondersi, il tutto condito con grandi dosi di sarcasmo e ironia.
Questa materia scottante ("che attentava alla pubblica morale") gli valse scandali, processi e censure che si tradussero in ostracismo e perdite economiche.
Boris Vian amava giocare con le parole; nelle sue composizioni sono inoltre frequenti il paradosso e il gusto della beffa, ma l'effervescenza inventiva e l'euforia linguistica nascono dall'inquietudine, la sua gaiezza dal dolore.
Il concerto propone l'ascolto di un gruppo di canzoni tra le più significative dell'autore, alcune abbastanza conosciute come Il disertore (scritta nel 1954 contro la guerra d'Indocina e poi rilanciata subito dopo in occasione della guerra d'Algeria e immediatamente censurata) o La java delle bombe atomiche, altre quasi sconosciute anche in Francia (vedi ad esempio La rue Watt o Il prigioniero politico).
Tutte le altre composizioni appartengono al registro satirico-surreale tipico di Vian.
Roberto Nardin con Giannatonio Mutto al pianoforte e con la partecipazione di Raffaella Benetti








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