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Prometeo - come è noto - ruba il fuoco agli dei custodi del tutto per darlo agli uomini. Nel racconto mitico egli dunque sottrae una parte. Dal dominio del fuoco gli uomini svilupperanno la loro potenza sulla natura. Questa nasce dunque da una sottrazione.
La sottrazione, nella forma della riduzione della realtà sensibile entro il modello che orienta l'indagine, è alla base della scienza moderna. La stessa organizzazione sociale è fondata sulla separazione delle competenze e della divisione del lavoro. L'agire umano si identifica sempre più con il progettare, inteso come organizzazione dell'agire secondo procedure stabilite razionalmente nelle sue finalità e nei suoi modi di attuazione, che concentra le energie per ottenere effetti sempre più penetranti e pervasivi nella realtà naturale.
Il riduzionismo prometeico che sta alla base della ricerca scientifica e della pratica sociale moderna, lascia "agli dei" (magari sotto forma di mano invisibile) la cura del tutto e l'onere della sua ricomposizione. Ora però questo agire progettante ha raggiunto una tale intensità ed efficacia da incontrare il suo limite: non può più ignorare i suoi effetti e ripercussioni sugli equilibri d'insieme del quadro in cui la vita umana si è fin qui svolta. L'agire nel quadro sta cambiando il quadro.
Prometeo non può più solo rubare: egli ormai ha acquisito la "potenza di un dio". Ma sta scoprendo che "essere dio" non vuol dire avere assoluta libertà di agire a capriccio, come immaginava. Capisce come fosse più facile essere aggrappato al limite, mentre scalava la montagna della propria impotenza, che stare senza appoggio, vertiginosamente, sulla vetta.
Divino, forse, è questo stare senza limite, facendo crescere in sé il senso del limite. 
È l'ingresso dell'umanità in un altro contesto di senso, che deve essere ancora in larga parte esplorato nei suoi presupposti ontologici come nei suoi effetti culturali, sociali e politici. Anche se non lo sappiamo o non vogliamo rendercene conto, già ci siamo dentro. 
In un mondo limitato quale è il destino di Prometeo? Se deve morire, quale tipo umano potrà prenderne il posto?  Tutto ciò dev'essere "pensato": più di ogni altra cosa appare pericoloso oggi il ritardo e l'inadeguatezza delle idee.  
 

Alberto Madricardo
 

 

 

 

 
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