venerdì 21 e sabato 22 settembre, ore 21.00 - Auditorium quarto piano
Nell'ambito delle attività organizzate in occasione della mostra IRAN gente strade paesaggi, l'Ensemble Mehr, costituito esclusivamente da elementi femminili, si esibisce al Candiani in un concerto di poesie cantate accompagnate da strumenti musicali dell'antica tradizione iranica.
Mehrbanu voce
Azar Zargarian tar
Raa'na Shieh kamanche
Marjan Tavakoli tanbur, daf
Hannaneh Saeidi qanun
Najmeh Saghir barbat
Sanaz Keshavarz tombak
Vahid Gharakhaninia tecnico del suono
... Ascolta il suono del ney (canna/flauto), come narra la sua storia e piange le separazioni
Dicendo: sempre, da che fui diviso dal canneto, al mio lamento gemono uomini e donne.
Voglio un petto lacerato dalla separazione, per spiegargli la pena del desiderio d'Amore...
...Fuoco è questa voce del ney, non fiato di vento: sia nulla chi questo fuoco non possiede!
È il fuoco d'Amore che è nel ney, è l'ardore d'Amore che è nel vino...
(da Masnavi - Moulavi)
Moulana Jalal ad -Din Mohammad-e Balkhi detto Moulavi, conosciuto anche come Rumi, guida spirituale dei Sufi, nato a Balkh nel Khorasan storico il 30 settembre 1207 e vissuto tra Persia ed Anatolia, sommo poeta mistico persiano, viene celebrato quest'anno dall'UNESCO nel suo ottocentesimo anniversario della nascita.
Le sue poesie parlano con ricchezza evocativa e mistero di un'immensa libertà d'immaginazione e di ardore che si fondono nelle parole e nel suono, dove una profonda "immagine creativa" tocca le corde di un sentire interiore, accarezzandole con malinconia, gioia, tristezza ed estasi.
Soavi immagini, simboli e metafore si esprimono in diversi significati: i più costanti sono l'Amore e la Bellezza manifestati con la ricerca ed una grande aspirazione di unione totale.
La tensione profonda e il sentimento verso l'Amato sono rivelazione di Amore per il Divino.
Nella cultura persiana, poesia, canto e musica coesistono in un unico indissolubile e splendido linguaggio. La musica, aspirando ad un'evocazione di tali espressioni, vive nella ri-creazione del repertorio tradizionale, con un ampio spazio dedicato all'improvvisazione. I musicisti dialogano tra loro in un'esecuzione estemporanea che nasce dalla memorizzazione di un repertorio canonico chiamato radif che sta alla base di tutta la creatività della musica classica persiana e che fa "cantare la mente e danzare i sentimenti".