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mercoledì 1 giugno, ore 18.00
"Incontro con la musica araba" da Oriente ad Occidente
Jamal Ouassini
La conferenza ha l'obiettivo di illustrare gli stili musicali del mondo arabo dal Medio Oriente al Nord Africa seguendo le tracce del viaggio di Ziryàb, un personaggio storico tra i più significativi nella storia musicale araba.
Ziryàb compositore, cantante e gran virtuoso di liuto, attivo alla corte di Baghdad intorno all'800 d. C., non sfugge alle invidie del suo Maestro, il grande Al Mawsili il quale, resosi conto di essere stato superato in bravura e talento dall'allievo, costringe quest'ultimo all'esilio. Ziryàb, dopo un lungo percorso, troverà ospitalità a Cordoba durante la presenza araba in Andalusia, dove fonda un'importantissima accademia di musica e arte che diventerà punto di riferimento per i ricercatori dell'epoca, introducendo nuove forme musicali che costituirono le prime basi della musica arabo-andalusa.
Attraverso il viaggio di Ziryàb saranno illustrati il sistema musicale arabo, le sue forme, gli strumenti musicali e le loro evoluzioni alternando momenti di narrazione a momenti di esecuzione strumentale.
 

martedì 7 giugno, ore 18.00
La democrazia degli altri. Islam e mutamenti politici
Tiziana Agostini, Carlo Bolpin, Roberto Ellero e Renzo Guolo
in collaborazione con l'Associazione Esodo
Le rivolte in corso nei paesi islamici rivelano come sia in atto un enorme mutamento, politico e culturale, in quelle realtà. Giovani e donne, oppositori politici e quanti sono semplicemente stanchi dei poteri autocratici, non chiedono la fondazione di stati islamici o semplici ricambi nella nomenclatura di potere ma libertà e dignità. L'accento sulla libertà, sull'accesso a una modernità sempre negata, sulla responsabilità del potere politico verso i cittadini, fa emergere una richiesta di democrazia che, contrariamente a quella "esportata" manu militari nel primo decennio del secolo, proviene dal basso e, dunque, ha maggiori possibilità di affermarsi e radicarsi. L'accento sulla libertà, e dunque sui diritti del singolo, questione sin qui messa in secondo piano in un contesto culturale e religioso che ha sempre fatto prevalere la comunità sull'individuo, rappresenta  inoltre un cambio di paradigma, che lungi dal presentarsi come omologazione ai processi occidentali, rivela l'affermarsi di un comune terreno di riconoscimento in materia di diritti umani. Il processo innescato dalle rivolte non sarà né facile né breve, né indenne dalle contraddizioni. Resta il fatto che  rappresenta un passaggio storico per il mondo della Mezzaluna e non solo. 
 

mercoledì 8 giugno, ore 18.00
Scrivere a dispetto della bruttezza del mondo
Elisabetta Bartuli e May Telmissany autrice del libro Dunyazad
Dove ricomincia una donna se sua figlia, attesa nove mesi, poi non nasce? Ricomincia dalla perdita e dalla solitudine, da una pena insopportabile. Il nome scelto per la bambina doveva essere Dunyazad, come la sorellina di Sherazad, la tessitrice delle Mille e una Notte. Dunyazad ha passato una sola notte in ospedale. E le altre mille? "Scrivo Dunyazad chiedendo aiuto alle lettere del suo nome". È scrivendo e ritrovando la voce che una donna ritrova se stessa e la voglia di rifare il mondo. Anche se tutto scorre come dentro un film, se la vecchia casa viene venduta, il lavoro abbandonato, se le amicizie si perdono, il cuore puntella quello che deve rimanere saldo: il figlio, un marito "con occhi dolci sonnacchiosi, zigomi scolpiti come le statue degli antichi dei, un bel corpo", attento e consapevole, con cui ricreare il gioco dell'amore. Come nella migliore tradizione araba, è la storia raccontata che vince la cabala del destino e degli dei, riscattando la vita e affidandola al giorno, dopo il buio di ogni notte. "Ora ripresento i conti agli dei del tempo, che devono ancora venire".


giovedì 9 giugno, ore 18.00
Pietraia (Crushing Stones)
Proiezione del cortometraggio di Negin Vaziri
A seguire dibattito con Tiziana Agostini e la regista 
 "Visualizzate una pietraia: una vasta landa di pietra lambita dal vento, un paesaggio dove solo la voce femminile è udibile. Parole trasportate che albergano nell'aria, fisicità che contrasta con la spinta gravitazionale.
Frantumi di una montagna, i sassi scandiscono immobili i punti di uno spazio inerme. Dame, pietre sgretolate, separate dalla terra che le ha concepite...".
(Il film è stato presentato alla 67° Mostra del Cinema di Venezia e al Women's Voices Now Film Festival, Los Angeles).
 

martedì 14 giugno, ore 18.00
Un'italiana non italiana
Presentazione del libro di Nima Sharmahd
Partecipano all'incontro Anna Vanzan e l'autrice
in collaborazione con la Casa della Cultura Iraniana
Un'italiana non italiana è uno specchio attraverso cui poter osservare il nostro Paese che stenta a riconoscere l'inarrestabile globalizzazione in atto, che fatica ad accettare pienamente lo scambio e la ricchezza del confronto tra diverse culture che ha sempre reso viva una nazione; è anche un canto appassionato in onore delle proprie radici, che risuona nella poesia dell'Iran, nei suoi odori, nella sua cucina, nelle sue tradizioni luminose, nelle strade caotiche e nelle imponenti montagne, e anche nelle contraddizioni da Repubblica Islamica imprigionata tra passato e presente; ma è soprattutto la delicata testimonianza di una ricerca dentro se stessi da parte di una nuova figlia d'Italia, che attraverso l'infanzia, l'adolescenza e la maturità ci racconta di ciascuno dei figli dell'immigrazione che vengono detti sommariamente di "seconda generazione", quando in realtà sono portatori di un'identità difficilmente definibile, crocevia di più luoghi e di più storie.


mercoledì 15 giugno, ore 18.00
Aïcha è tornata
da un'idea di Gaia Vianello
regia di Lisa Tormena e Juan Martin Baigorria
testi e interviste di Elisa Anzolin
Proiezione del film documentario
A seguire dibattito con Juan Martin Baigorria Lisa Tormena e Gaia Vianello
Il documentario racconta le migrazioni di ritorno nelle province di Khouribga e Beni Mellal, i due principali bacini d'emigrazione dal Marocco, verso il Sud dell'Europa, descrivendo le problematiche legate a questo fenomeno da un punto di vista di genere e concentrandosi sulle storie femminili. Narra le vicende di tre donne marocchine, tornate nella loro terra d'origine dopo essere emigrate e aver vissuto in Europa e mette in evidenza i diversi motivi che le hanno spinte a emigrare, le differenti ragioni che le hanno portate di nuovo in Marocco e soprattutto le difficoltà del ritorno. Storie spesso drammatiche, aggravate dal fatto che le protagoniste sono donne.
 

venerdì 17 giugno, ore 18.00
Verso un paesaggio sonoro: le musiche classiche del mondo mediorientale e i loro rapporti con il sufismo
Giovanni De Zorzi
Conferenza con ascolti
Le musiche classiche del mondo mediorientale risuonano in uno spazio geografico che, andando da Occidente ad Oriente, si estende dall'attuale Andalusia sino alla Cina occidentale. Nonostante le molte nazioni nelle quali è frammentata oggi quest'area vastissima, per indicare le molte tradizioni musicali "d'arte", "colte", "classiche" che nei secoli vi sono sorte, si usa un unico termine della lingua araba: maqâm. Oltre al nome che le designa, queste tradizioni musicali presentano numerose caratteristiche che le accomunano al di là della distanza spaziale. Il mondo culturale islamico si sviluppò, infatti, in vari centri distanti tra loro (ad esempio, Damasco, Baghdad, Cordoba, Costantinopoli, Bukhara, Samarcanda, Herat) così che si formò una vera e propria rete entro la quale circolavano uomini di cultura, intellettuali, artisti, che molto spesso erano influenzati dal sufismo (tasawwuf) o che si erano formati in una scuola sufi. Il nostro incontro con ascolti ed esempi suonati dal vivo intende soffiare via la sabbia che si è depositata su questa rete e introdurre i presenti in un nuovo, affascinante, "paesaggio sonoro".
 

martedì 21 giugno, ore 18.00
Il mondo arabo raccontato dai suoi scrittori
Elisabetta Bartuli
Nel corso dell'ultima decina d'anni, molti scrittori arabi invitati a convegni, fiere e festival italiani sono stati intervistati da alcuni dei nostri migliori giornalisti culturali. I filmati, spesso di ottima fattura, giacciono su YouTube e negli archivi dei vari programmi televisivi.
In una sorta di visita guidata, nel corso dell'incontro verranno riproposti gli spezzoni migliori permettendo così, anche a chi è digiuno di belle lettere arabe, di incontrare di persona gli autori e le autrici più noti del mondo arabo.


mercoledì 22 giugno, ore 18.00
L'altro Medio Oriente: giovani, media e social network
Paola Caridi, Lorenzo Declich, Jolanda Guardi e Anna Vanzan
Il mondo ha già etichettato i movimenti in atto in Nord Africa e Medio Oriente come "le rivoluzioni dei giovani e dei social network". Mentre la cospicua presenza di giovani, ragazzi e ragazze, nelle piazze mediorientali è indubbia, il ruolo svolto da internet è più ambiguo: basti pensare che solo il 20% degli 80 milioni di egiziani ha mai usato internet e in Libia la percentuale si abbassa fino al 5% della popolazione.
Certamente internet è uno strumento più "democratico" e meno controllabile dei media tradizionali che nei paesi totalitari sono sottoposti ad una rigida censura di stato, e i giovani rivoltosi hanno saputo trasformare i social network in piattaforme per organizzare incontri, discussioni, manifestazioni, nonché per esprimere e ricevere solidarietà tanto all'interno del loro paese quanto a livello internazionale. Di questo fenomeno parlano quattro esperti dell'"altra" sponda del Mediterraneo, monitorata tramite esperienza personale, e animatori, a loro volta, di blog/osservatori sulle società in fermento.
 

giovedì 23 giugno, ore 18.00
Caos arabo
Inchieste e dissenso in Medio Oriente
Elisabetta Bartuli e Riccardo Cristiano
Caos Arabo è un libro costruito nella convinzione che le rivolte arabe esplose in questo 2011 abbiano le loro radici nell'intifada libanese del 2005 e soprattutto nell'opera dello scrittore e giornalista Samir Kassir. Sul suo esempio infatti è cominciato un giornalismo di inchiesta, puntiglioso e coraggioso, che nei pochi spazi lasciati aperti dai regimi ha messo a nudo le piaghe di quei sistemi e le ferite inferte a quelle società. Per questo il libro raccoglie diverse inchieste di giornalisti arabi, per la prima volta tradotte in italiano, che evidenziano le ragioni e i motivi di fondo del dissenso. Completano il volume quattro interviste, con il sociologo Ahmed Beydoun, la psicologa Mona Fayyad e i giornalsiti Carole Kerbage e Saad Kiwan.
 

mercoledì 29 giugno, ore 18.00
Cairo Downtown
di Carolina Popolani
Proiezione del film documentario
A seguire dibattito con Anna Vanzan e la regista
 Girato nel 2009, il documentario mostra lo spaccato della società egiziana divenuta protagonista dei moti rivoluzionari che hanno costretto Mubarak a lasciare il potere. Ragazzi che usano la rete per fare politica e esprimere il dissenso.
I blogger egiziani sono considerati maestri dell'attivismo in rete in tutto il Medio Oriente. Giovani, coraggiosi, cresciuti sotto un regime in sella da oltre trent'anni, hanno lottato prima di tutto contro le leggi di emergenza, utili a consolidare il potere del Rais e a rafforzare uno stato di polizia che poteva abusare di chiunque. Ad un grande impegno nella difesa dei diritti umani, si è aggiunta la lotta contro la corruzione diffusa, che ha portato il Paese alla fame, ma soprattutto la voglia di democrazia. Minacce, prigione, torture e talvolta la morte non sono bastati a fermarli.
Questo documentario vuole mostrare i nuovi mezzi con cui si è espresso il dissenso al regime di Mubarak, e quanto questo tipo di attivismo sia davvero efficace.

sala conferenze quarto piano / sala seminariale primo piano
ingresso libero

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