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La giuria SHORT STORIES presieduta da Fariborz Kamkari regista curdo di I fiori di Kirkuk (2010) film tratto dall'omonimo romanzo di cui è anche autore e composta tra gli altri da Valentina Re ricercatrice all'Università Ca' Foscari di Venezia esperta di metodologie di analisi del film e dell'audiovisivo, teorie del cinema e dei media, rapporti tra cinema e altri linguaggi e da Alberto Toso Fei giornalista e scrittore, collaboratore di vari giornali e reti televisive e Direttore Artistico del festival "Veneto: Spettacoli di Mistero",ha assegnato il Premio Candiani per il miglior cortometraggio internazionale 2011 (2.000 €) a:
 

Paper Memories (2010) di Theo Putzu, Barcellona (Spagna)
Per la scelta tecnica originale, lo svolgersi della storia e l'atmosfera estraniante rese con molta efficacia dalle immagini a colori che raccontano il presente, unita alla speranza indotta dai ricordi in movimento dettati dal bianco e nero.
 

Menzione speciale della giuria a:

Lost (2009) di Alberto Dorado, Madrid (Spagna)
Per la capacità di realizzare un coinvolgimento di prospettiva che fa riflettere in maniera non retorica sul dramma dei bambini soldato.
 


Il PREMIO SPECIALE DINO BOSCARATO (1.000 €) per l'opera che meglio sappia esprimere il piacere della vita attraverso una rappresentazione originale del gusto e dei sensi è stato assegnato dalla giuria affiancata da Marco Boscarato a:
 
Pizzangrillo (2011) di Marco Gianfreda, Roma (Italia)
Per la capacità di sottolineare, con linguaggio poetico e delicato, l'importanza del gioco e le qualità creative proprie dell'infanzia e dell'adolescenza. Il mondo grigio  che ha invaso l'anima del nonno si colora di nuova vita e di fantasia quando capisce che è sufficiente guardare dietro l'angolo per ritrovare la capacità di sorridere. 
 

 
PREMIO SPECIALE LIONS CLUB MESTRE CASTELVECCHIO 2011 (1.000 €) alla miglior opera di produzione veneta è stato assegnato dalla giuria affiancata da Federica Pirgoli a:

Five Minutes Alone (2010) di Riccardo Pugliese, Venezia (Italia)
Per l'originalità del racconto, in grado di condensare in pochi minuti il difficile tema della mutevolezza delle apparenze, per la qualità del montaggio e la pregevole fotografia, nonché per la vivace interazione dei personaggi, caratterizzata da una costante ed emozionale presenza scenica.
 

 
PREMIO SPECIALE AMICI DELLE ARTI 2011 (500,00 €) all'opera che meglio sappia valorizzare e promuovere il rapporto con le altre arti e i beni culturali è stato assegnato dalla giuria affiancata da Marzia Boer Santon a:

La valigetta (2011) di Sebastiano Melloni, Roma (Italia)
Per la riuscita rappresentazione in poche incisive immagini di un padre disperato la cui vita si è quasi svuotata di senso,in forte contrasto con l'immaginario fiducioso e felice del figlio non ancora ferito dalla realtà.
 

Menzione Speciale Amici delle Arti a:

Akerbeltz, le streghe e l'inquisitore (2010) di César Urbina Vitoria, Madrid (Spagna)
Per la delicata rappresentazione di eventi storici la cui crudezza e tragicità, sottolineata dagli effetti musicali, si stempera nei termini fiabeschi delle immagini.
 

 
PREMIO CINIT CORTI & WEB/MACHINIMA (500 €)
la giuria presieduta da Margherita Balzerani, direttrice artistica di Atopic - Festival de Films Machinima di Parigi affiancata da Domenico Quaranta, critico e curatore d'arte contemporanea e new media art e Andrea Dresseno, responsabile dell'Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna ha assegnato il premio a: 
 
Over Data (2010) di Marco Cadioli, Milano (Italia)
Il voto della giuria è unanime riguardo alla scelta del film "Over Data" di Marco Cadioli. Allontanandosi dalle estetiche tipiche del machinima, Marco Cadioli "scansiona" una versione modificata di Google Earth che ne evidenzia la griglia astratta e le componenti simboliche e informative, riflettendo criticamente sulla natura di una realtà corporativa - Google - che condiziona in maniera crescente il nostro sguardo sul mondo.



Per la sezione VIDEOCLIPS, la giuria presieduta da Claudio Donà giornalista e scrittore, critico musicale jazz, fondatore e direttore artistico di Caligola Records, docente al Conservatorio Statale di Musica F. Venezze di Rovigo, affiancato da Tommaso D'Elia regista e Marco Castelli, sassofonista e compositore, sound designer direttore di BandOrkestra  ha assegnato il Premio Candiani  al miglior videoclip internazionale (1.000 €) a:
 
Genesis (2010) di Ameleto Cascio, Bologna (Italia)
Per l'equilibrio nel rapporto musica e immagini, per la qualità e la tecnica intrinseca del video.
 

Menzione speciale della giuria a:


A Song They Won't Be Playing On The Radio (2011) di  Fjodor Donderer, Berlino (Germania)
Per la coerenza e la fluidità della storia raccontata.
 

 
Per la sezione VIDEOFORKIDS, la giuria presieduta dal regista  Cristiano Barbarossa regista  e composta inoltre da Barbara Iacampo documentarista e produttrice e Gaia Vianello autrice del soggetto, sceneggiatura e testi del documentario Aicha è tornata ha assegnato il premio Cinit Videoforkids (500 € ciascuno) a: 
 
A mani libere (2011) di Giuseppe Tumino, Enna (Italia)
per la delicatezza con cui un tema sociale così importante e poco conosciuto viene toccato e per lo sviluppo filmico di indubbia qualità.
 
Cartini animati (2011) di Raffaella Traniello, Istituto Comprensivo di Ponte San Nicolò, Padova (Italia)
Per la capacità di aver trattato un tema di interesse ambientale in modo brillante ed incisivo.
 

Segnalazione della giuria a:


La chiave (2011) di Nicola Contini, Carbonia, Iglesias (Italia)
La giuria ha apprezzato il lungo lavoro che si denota sottostare al video e l'utilizzo di un linguaggio diretto e comprensibile ai giovani.
 
L'albero dei desideri
(2011) di Tiziana Passarini, Bologna (Italia)
Per la capacità di raccontare in modo poetico i sogni e i desideri legati all'infanzia.
 

 

PREMIO UNICEF 2011 per le opere che maggiormente rispondono ai principi ispiratori della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia a:
 
L'albero dei desideri
(2011) di Tiziana Passarini, Bologna (Italia)  
Un bimbo si addormenta, delle voci ripetono la parola "sogni" in varie lingue e dai suoi capelli ricci prende forma un albero, l'albero che contiene il loro futuro. Ai suoi rami sono appesi i sogni, le fantasie e i desideri dei bambini. Per la leggerezza con cui il cortometraggio invita a riscoprire le speranze, le aspirazioni e gli incanti dei fanciulli narrati nel pieno rispetto della libertà di espressione, con riferimento all'art. 13 della Convenzione sui diritti dell'infanzia.