1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito
 

Contenuto della pagina

Attenti a quei due

Il cantautore veneziano Gualtiero Bertelli i nostri affezionati lettori lo conoscono certamente. Molti dei suoi spettacoli hanno trovato ospitalità al Candiani e in questo ultimo decennio la sua attività di compositore e cantante è ripresa con notevole impulso, grazie anche a collaborazioni importanti come quelle con Gian Antonio Stella, Edoardo Pittalis e Fabrizio Gatti.
Margherita Galante Garrone invece riprende in questa occasione la sua attività di esecutrice in pubblico delle sue canzoni.
È un nome di grande prestigio quello di Margot nel mondo della canzone che ha cambiato il costume culturale dell'Italia. Ma per capirlo dobbiamo tornare subito dopo la metà del secolo scorso.
Il 1958 per la popular music italiana non è solo l'anno di Nel blu dipinto di blu (Volare) di Domenico Modugno; qualche mese dopo la performance a Sanremo del cantautore siculo-pugliese, debutta a Torino il gruppo Cantacronache: un esordio in sordina, che i media ufficiali misconoscono; in circa un decennio di intensissima attività, infatti, l'ensemble piemontese non otterrà nemmeno un passaggio radiofonico o televisivo sulle emittenti statali.
Cantacronache "naturalmente" dà troppo fastidio all'establishment democristiano benché - o forse in ragione di - un crescente successo di un pubblico colto e impegnato che via via va espandendosi dalle università ai licei, dalle fabbriche alle piazze.
Formato da musicisti e musicologi, scrittori e attori, Cantacronache è il primo (riuscito) tentativo in Italia di dar vita a una nuova canzone di militanza e di protesta, che negli Stati Uniti, già dagli anni Trenta, può contare su Woody Guthrie e in seguito su Pete Seeger, gli Almanac Singers, fino a giovanissimi folksingers che transitano per il Greenwich Village (Bob Dylan, Joan Baez, Phil Ochs, eccetera). Cantacronache guarda, musicalmente parlando, anche ad altre significative esperienze: il coevo cantautorato francese (Brel, Brassens, Montand, Ferré), il folk revival inglese di Ewan McColl, persino la gebrauchsmusik di Weill, Eisler, Dessau. Grazie a Cantacronache, nel 1961 debutta una giovanissima interprete: Margot, al secolo Margherita Galante Garrone. 
Italo Calvino la presenta così: "Autrice dei versi e della musica delle sue canzoni, oltreché interprete, Margot ha due anime: quella barricadera, che l'ha portata, dai suoi esordi col gruppo di "Cantacronache", a riprendere la tradizione dei "canti di protesta" di tutti i tempi e di tutti i paesi e quella intimista, attenta a tutte le sfaccettature e gli spigoli della quotidiana psicologia coniugale. Che la "vera" Margot sia questa seconda (...) è una constatazione fin troppo facile per essere del tutto vera.
Forse è più esatto dire che è proprio da questa Margot degli interni casalinghi, delle finestre cittadine, delle stanze d'albergo, con tutta la sua sensibilità per l'insoddisfazione nascosta sotto le ore apparentemente più tranquille e contente dei nostri tranquilli e contenti contemporanei, è proprio da questa Margot che matura ed esplode l'altra, quella delle canzoni di ribellione."
Margot è nata a Torino e tiene molto alle proprie radici: è figlia di Carlo Galante Garrone, uno dei padri nobili della Repubblica Italiana: senatore della Sinistra Indipendente di Parri, ma soprattutto celebre antifascista, partigiano, nonché fra i fondatori del Partito d'Azione. 
Si trasferisce a Venezia nel 1966, e qui fonda il Gran Teatrino di Marionette "La Fede delle Femmine" con il quale realizza 25 opere di cui cura, oltre alla musica, anche la regia e la realizzazione scenica, insieme a Paola Pilla e Margherita Beato.
Oggi, dopo circa trent'anni, ha deciso di tornare alla sua prima attività, quella di autrice e cantante, pur continuando l'attività teatrale, che in primavera si concretizzerà alla Fondazione Cini , iniziando con un ciclo dedicato ad Andrea Zanzotto.
L'incontro con Gualtiero Bertelli ha una data assai remota: il cantautore veneziano era agli inizi della sua carriera quando nel 1964 conobbe lei e Sergio Liberovici a casa di Luigi Nono e fece loro sentire le sue primissime canzoni. Si sono ritrovati dal 1966 in poi a Venezia e son divenuti "vicini di casa" quando Margot è andata ad abitare alla Giudecca.
Oggi hanno molto da mettere in comune: due vite e due storie trascorse a raccontare dal loro, e solo dal loro, punto di vista ciò che han visto scorrere sulle piazze, sulle strade, nei comportamenti quotidiani dei propri simili, anche quando molto simili non erano, in oltre cinquant'anni della nostra repubblica.




Menu di sezione