
Racconto teatrale in frammenti da The strange case of Doctor Jekyll and Mister Hyde di Robert Louis Stevenson
con Francesco Ventimiglia
Roberta Borghi
Danilo Gaiotto video
Luigi Vincenzi e Fabio Cavolo luci
Akiko Miyake foto di scena
Claudio Tesser e Francesco Ventimiglia messa in scena
auditorium quarto piano
ingresso: posto unico 3 euroBiglietti già in vendita
Lo strano caso dell'avvocato Utterson
(...) Le scene più impressionanti del romanzo di Stevenson, a nostro sommesso ma radicato parere, non sono quelle in cui si fronteggiano il dottor Jekyll e il signor Hyde, ma proprio quelle in cui il dottor Jekyll e il signor Hyde sono braccati dall'avvocato Utterson e dalla gente della sua risma. ""Jekyll" gridò Utterson, forte "chiedo di potervi vedere." Tacque un minuto, ma non gli giunse alcuna risposta. "Vi avverto lealmente che sono nati in noi sospetti, e dobbiamo e vogliamo vedervi," continuò "se non con mezzi leciti, con gli illeciti: se non acconsentite, ricorreremo alla forza." "Utterson," rispose la voce "per amor di Dio, abbiate pietà!" "Ah, questa non è la voce di Jekyll! È la voce di Hyde! " esclamò Utterson. "Sfondiamo la porta, Poole." Poole alzò la scure sopra la testa; il colpo scosse tutta la casa, e la porta coperta di rosso si ruppe tra i cardini e la serratura. Un terribile grido, come di un terrore animale, si levò nella stanza. La scure salì di nuovo, e di nuovo il legno si squarciò, e l'intelaiatura della porta si scosse; per quattro volte il colpo si ripete; ma il legno era resistente, e la serratura benfatta; solo al quinto colpo la serratura andò in pezzi, e la porta in frantumi cadde all'interno sul tappeto...".
Appartenga al dottor Jekyll o appartenga al signor Hyde, quella voce invoca Dio perché la tremenda curiosità, il bieco moralismo, l'infame intransigenza dell'avvocato Utterson e della gente della sua risma si arrestino. Ma l'avvocato Utterson non rispetta neppure Dio, va avanti sino alla catastrofe. Ovviamente, sino alla catastrofe altrui, non sino alla propria. Di andare avanti sino alla catastrofe propria non capita mai agli avvocati Utterson di ieri e di oggi. Capita, al massimo, di sentirsi sempre più confusi nella soluzione delle catastrofi altrui. Di nuovo non hanno capito nulla, nulla di quello che hanno capito sia l'infelice dottor Jekyll, sia il non meno infelice signor Hyde. Dobbiamo cercare di non fare lo stesso noi, di leggere bene questo messaggio che Stevenson ci invia da un'epoca di repressione quale quella vittoriana. Ovvero dobbiamo cercare di considerare più la sostanza che l'episodio dell'avventura. La sostanza che coinvolge, insieme con la straziante favola del dottor Jekyll e del signor Hyde, l'orripilante vicenda comune dell'avvocato Utterson, e implica che l'essenziale non è di non comportarci come il dottor Jekyll e il signor Hyde, l'essenziale è di non comportarci come l'avvocato Utterson, il confuso, ma non domo nemico della diversità, il creatore più che il fiutatore di scandali.
Testo tratto da Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert L. Stevenson, tradotto da Oreste Del Buono
Seguendo la straordinaria e assolutamente attuale traccia interpretativa lasciata da Oreste Del Buono lo spettacolo Lo strano caso... cerca di ritrovare e rappresentare, attraverso il linguaggio del teatro e del racconto, la condizione, sempre osteggiata e spesso criminalizzata dalla società, del cercatore, dell'indagatore, dell'irregolare, del diverso; l'uomo che sogna la libertà, ricacciato, dall'ambiente che lo circonda, dal giudizio inappellabile e aprioristico del perbenismo, nella solitudine angosciata di un oscuro laboratorio, vive fino al dolente esito finale il tentativo di trovare soluzioni alle più umane delle domande.
Claudio Tesser