E' la stampa, bellezza!
Così diceva al telefono Humphrey Bogart nei panni del giornalista Ed Hutchinson nel film L'ultima minaccia del 1952. "E tu non ci puoi fare nulla", concludeva lapidario, alludendo al fatto che ormai la notizia non si poteva più fermare. E la notizia, nel bene e nel male, nella sua effimera debolezza e nella sua forza devastante, è l'insolita protagonista di questa pièce teatrale: notizie grondanti sangue, o che scadono prima degli yogurt, miseri brandelli di realtà, tanto, come ricorda saggiamente la volpe al Piccolo Principe "l'essenziale è invisibile agli occhi".
Intendiamoci, non si tratta di "dialoghi sui massimi sistemi": l'informazione, oggi, è un'arma di distrazione di massa o il cane da guardia della democrazia? No, niente risposte a dilemmi metafisici. Ma una riflessione semiseria o tragicomica su una professione che continua, comunque, a fare... notizia: quella del giornalista, mestiere ancora in cima alle preferenze dei giovani, ma sull'orlo del baratro della credibilità. Insomma tre monologhi per una sola professione. Una strana professione, a cavallo tra l'impegno civile e "lo faccio perché una conferenza-stampa non comincia mai prima delle undici".
E infine c'è anche lui, il giornale. Uno strampalato quotidiano riempito da notizie ancor più strampalate, surreali. Un deragliamento linguistico irridente e arguto, ma rigorosissimo, che fa saltare la notizia di cronaca sui binari di altri generi letterari, sulla falsariga dell'immortale Esercizi di Stile di Queneau. Oltre all'autore, una selezionatissima pattuglia di allievi della Scuola di Cultura del Giornalismo "A. Chiodi" del Centro Kolbe si è misurata durante le ore di lezione con questi esercizi, divenuti canovaccio teatrale. E anche questa è una notizia.
Il testo si alterna di continuo alla musica eseguita sul palco dai musicisti jazz del Maurizio Nizzetto Trio che dialoga con gli attori e si prende degli assoli. Le musiche, alcune scritte appositamente per lo spettacolo, altre attinte dal cd Mare su chiglia dove il compositore paragona la vita alla chiglia di una nave su cui il mare si infrange a volte con acque (notizie) tranquille che sanno portare gioia e serenità, a volte con onde (notizie) violente di burrasca. Per dirla, insomma, alla Mario Brunello che ha ospitato lo spettacolo all'Antiruggine di Castelfranco: "Si tratta di un testo jazz, tra giornalismo e musica. Una riflessione semiseria o tragi-cronaca su una professione che continua, comunque, a fare... notizia".
Centro Culturale P.M. Kolbe