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La ripetizione ossessiva del "mai più" all'indomani della Prima Guerra Mondiale non ha affatto impedito che vi fosse la seconda. Il fatto che ci vengano oggi minuziosamente raccontate le passate sofferenze degli uni, la resistenza degli altri, forse ci rende vigili verso Hitler e Pétain (...), ma ci aiuta anche a ignorare i pericoli attuali - poiché essi non minacciano gli stessi soggetti e non assumono le stesse forme.
Il passato funge allora da schermo calato davanti al presente, anziché condurre a esso, e diventa una scusa per l'inazione (Tzvetan Todorov). Il decennio di guerre degli anni Novanta nei Balcani rappresenta il clamoroso fallimento del "mai più alla guerra" solennemente pronunciato in Europa all'indomani del secondo conflitto mondiale.
La Jugoslavia di Tito aveva investito enormi risorse per ricordare la vittoria delle forze partigiane sui nazifascisti nel periodo 1941-1945, e allontanare il pericolo di nuove guerre, attraverso l'edificazione di monumenti, la realizzazione di opere cinematografiche, la creazione di luoghi della memoria.
Tutto questo non ha impedito che, cinquanta anni più tardi, le forze nazionaliste utilizzassero quelle stesse memorie per condurre il Paese alla dissoluzione e alla guerra.
Il documentario di Osservatorio Balcani e Caucaso Il cerchio del ricordo cerca di indagare le ragioni di questo fallimento, attraverso l'analisi di alcuni dei più importanti memoriali eretti in Jugoslavia negli anni Sessanta e Settanta: Kozara, Jasenovac e Sutjeska. Le biografie di questi monumenti, le voci dei loro autori e il loro attuale destino ci accompagnano in un viaggio nella memoria del Novecento europeo, il secolo iniziato e finito a Sarajevo.
 

Andrea Oskari Rossini (Londra, 1966), laurea in Scienze Politiche (indirizzo politico internazionale) all'Università degli Studi di Milano (Milano, 1990), Master in International Affairs (ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Milano, 1998), giornalista e regista di Osservatorio Balcani e Caucaso (www.balcanicaucaso.org).
Ha ottenuto il Premio giornalistico Enzo Baldoni sezione internet 2009, Milano (ITA), con il reportage Morte di uno sminatore, (pubblicato su www.balcanicaucaso.org, 12 dicembre 2008).
Finalista al premio giornalistico Writing for Central and Eastern Europe 2009, Vienna (AUT). Ha realizzato diversi reportage sul sud est Europa e ha recentemente pubblicato i saggi L'azione del Tribunale penale dell'Aja per la ex Jugoslavia: verso una riconciliazione nell'area balcanica?, in Guida ai paesi dell'Europa centrale orientale e balcanica (il Mulino, Bologna, 2006) e Sette giorni d'estate, in Srebrenica, fine secolo. Nazionalismi, intervento internazionale, società civile (ISRAT, Asti, 2005).
È regista di documentari. Con Osservatorio Balcani e Caucaso ha realizzato: Il cerchio del ricordo, Osservatorio Balcani e Caucaso (ITA 2007, 59'); Dopo Srebrenica, Osservatorio sui Balcani (ITA 2005, 33'), Pianeta Zastava, Osservatorio sui Balcani (ITA 2005, 28').

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