"Nessuno può immaginare che cosa significhi nascere e vivere al confine tra due mondi, conoscerli e comprenderli ambedue e non poter fare nulla per riavvicinarli, amarli entrambi e oscillare tra l'uno e l'altro per tutta la vita. Avere due Patrie e non averne nessuna, essere di casa dovunque e rimanere estraneo a tutti, in una parola, vivere crocefisso ed essere carnefice e vittima nello stesso tempo".
Ivo Andric', Racconti di Bosnia
Michele Nardelli, esperto di cooperazione e grande viaggiatore di terre balcaniche, propone sei parole chiave per raccontare la bellezza dei Balcani e la passione che lo lega a quei luoghi: l'Europa di mezzo, lo specchio, la Bosanska kafa, la postmodernità, l'acqua, la Balkanska Krčma ovvero la locanda balcanica.
A lui si è unita Roberta Biagiarelli che da parte sua ha aggiunto il linguaggio artistico nell'interpretazione e nella comprensione di quelle terre verso Est, che sono il cuore pulsante dell'Europa.
Roberta accoglie il pubblico con la bosanska kafa, il caffè tradizionale bosniaco, un rito perduto e sostituito ormai dall'espresso, parente impersonale e imbarbarito di quello spazio di vita descritto da Ivo Andric ne La cronaca di Travnik in cui si parla del piccolo caffè di Lutvo, un luogo dove "da che mondo è mondo gli anziani siedono all'ombra di un vecchio tiglio e al fresco di una sorgente per scrutare il tempo..." e poi ha inizio la serata.
La conversazione di Michele è contrappuntata dalla recitazione e da alcune letture interpretate da Roberta: il tutto serve a meglio comunicare l'amore per quella terra e la voglia di farla conoscere oltre gli stereotipi.
Suggestioni attraverso le quali raccontare i Balcani, imparare a guardare il mondo e noi stessi con occhi diversi, indagare "la regione più complicata del mondo", tanto vicina eppure lontana, ignota quanto affascinante.
Un viaggio per scavare dentro le nostre rimozioni, orientarsi nella complessità di una guerra durata dieci anni consumata sulla porta di casa.
Roberta Biagiarelli attrice e autrice teatrale, si forma alla scuola dell'esperienza di Laboratorio Teatro Settimo (TO), gruppo con il quale lavora dal 1998 al 2001. Nel 2002 fonda la Compagnia Babeli & C. dedicandosi con maggiore slancio alla produzione, ricerca ed interpretazione di temi sociali, storici e politici.
È stata coordinatrice responsabile del "Progetto pilota a sostegno della Comunicazione per lo sviluppo sociale e culturale in Bosnia Erzegovina", volto alla rivitalizzazione culturale delle aree di Srebrenica e Bratunac (Bosnia Orientale) fino a marzo 2010.
Ha prodotto e interpretato nel 2007 il film La neve di giugno, racconto delle testimonianze dei partigiani delle valli del piacentino tratto dallo spettacolo teatrale Resistenti, leva militare '926. Il film è stato trasmesso su Rai Due Palcoscenico in seconda serata il 23 aprile 2009.
Michele Nardelli, ricercatore e saggista. Da anni impegnato nella ricerca-azione sui temi della mondialità, della cooperazione internazionale e della pace. In particolare è fra i promotori delle prime esperienze di cooperazione di comunità, costruendo nel cuore del conflitto balcanico ponti di pace fra territori nelle due sponde dell'Adriatico.
L'area balcanica diviene il terreno di sperimentazione di relazioni territoriali ma insieme luogo di osservazione di processi della modernità: nasce così - da un'intuizione condivisa con altri viaggiatori inquieti dell'Europa di mezzo - l'Osservatorio sui Balcani, il più importante centro di informazione sulla regione in Italia, nell'ambito del quale segue alcune linee di ricerca su cooperazione internazionale, sviluppo locale, elaborazione del conflitto. Temi che segnano anche la sua attività di formatore all'Università internazionale della Pace (Unip), Università e master post universitari in diverse sedi (Bologna, Lecce, Portogruaro, Torino, Trento), nonché al Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento.