mercoledì 30 gennaio, ore 21.00 - auditorium quarto piano
In viaggio con Guido Piovene.Prossima fermata: Veneto
Spettacolo-incontro a cento anni dalla nascita dello scrittore
in collaborazione con l'Ateneo Veneto, Regione del Veneto
Antonino Varvarà voce recitante
en rico en i cola musiche
Angela Kaufman danzatrice
Rai Teche video
Progetto di Tiziana Agostini, Stefano Ferrio, Anna Girardi
L'ARTE RIVOLUZIONARIA DI PIOVENE
Nasceva cento anni fa lo scrittore-giornalista Guido Piovene (1907-1974), che ha lasciato una inconfondibile impronta di sé nella narrativa italiana e nella letteratura giornalistica e di viaggio per il suo terso stile esploratore degli abissi dell'anima e della realtà nel suo farsi.
Da una civiltà raffinata e allo stesso tempo teatrale aveva ricavato il piacere per il bello e anche il bisogno di scavare, oltre le apparenze, oltre le quinte scenografiche, perché il fascino di palazzi e paesaggi in realtà cela le ipocrisie e le doppiezze, il bene che si confonde con il male e l'uno e l'altro diventano quasi indifferenti e sovrapponibili alla luce della "diplomazia dell'anima" che tutto giustifica.
Pietà e dissimulazione appaiono sin dall'inizio nelle pagine di Piovene, immerse nel paesaggio morbido e incantevole, che è metafora della morbidezza insidiosa del carattere. Dopo i sei racconti raccolti nel 1931 con il titolo La vedova allegra, l'imporsi autorevole nel panorama letterario italiano con le Lettere di una novizia (1941). Protagonista l'inquietante Rita, che cerca il chiuso del chiostro per nascondere il crimine commesso e dalle lettere che invia e riceve emerge una religione fatta di esplorazione di sé, con cui alla fine giustificare anche i propri comportamenti delittuosi.
Seguono La Gazzetta Nera del 1943, Pietà contro pietà, del 1946, storia bellico-amorosa scritta a Roma durante le ultime fasi della guerra partigiana cui Piovene aveva aderito, e il farraginoso e ossessivo I falsi redentori del 1949.
Si registra un lungo silenzio letterario conclusosi nel 1963 con la pubblicazione delle Furie. Alla trama apparentemente semplice da riassumere fa riscontro la complessità del meccanismo del racconto, che sublima tutta la coeva polemica sul romanzo quale retaggio vuoto della cultura borghese ottocentesca, offrendo una macchina narrativa di assoluta novità. Apparentemente si tratta di una passeggiata di sei ore in cui avvengono numerosi incontri, una passeggiata familiare ed allo stesso tempo elettiva, lungo i Colli Berici dell'infanzia e della letteratura; in realtà seguiamo un'odissea tra passato e presente, tra realtà e visioni.
All'ultima stagione, segnata dalla progressiva malattia, si debbono Le stelle fredde e Verità e menzogna. Dopo aver condotto nel corso dei decenni una battaglia contro la vita, che si intride di falsità e menzogna, Piovene era chiamato a combattere con la morte, che si avvicinava per insinuazioni progressive, come il tarlo nel mobile. E da quest'ultimo periodo derivano le pagine più luminose, ma fatte della luce fredda dei ghiacciai, dove la vita si è materialmente congelata e non c'è modo di veder fiorire la speranza.
Piovene coltivò un'arte "rivoluzionaria", naturalmente secondo la sua personale interpretazione, che significava un'arte capace di portare in sé il germe del futuro, in molte direzioni, non in una sola.
La complessità della indagine letteraria e la visionarietà analitica sono i motivi della sua attualità: chi ama la chiarezza del giudizio, il controllo poetico sulla ragione delle cose, ama Piovene.
Se la città di Vicenza gli aveva dato i natali, fu il gusto per il viaggio a renderlo cittadino del nostro tempo, con un salto di secoli che lo rese aristocratico rappresentante di un illuminismo indagatore, memore dei gran tour con cui l'élite settecentesca formava la propria cultura in presa diretta, per descrivere i luoghi attraversati, le inquietudini e i cambiamenti in atto, ma anche una verità, un tratto antico conservato nel passaggio di genti e storie. I grandi libri di viaggio, dall'America alla Francia - e su tutti lo straordinario Viaggio in Italia - si collocano al centro del percorso creativo di Piovene, tra la cosiddetta stagione prima della sincerità e l'ultima della verità.
In particolare il Viaggio in Italia veniva dato alle stampe giusto cinquant'anni fa. Si trattava di una esplorazione personale iniziata da Bolzano nel 1953 e che lo scrittore aveva proseguito per tre anni, regione dopo regione, città dopo città, fino a toccare ogni angolo del nostro paese. Un'impresa senza precedenti, da cui scaturì un libro senza precedenti. Da questo straordinario reportage dello scrittore e giornalista vicentino la Rai realizzò negli anni Sessanta una serie di trasmissioni televisive che narravano la storia di quell'Italia a cavallo tra ricostruzione e boom economico.
Da quel libro e da quella esperienza prende spunto lo spettacolo-incontro proposto dall'Ateneo Veneto, che mette in primo piano la dimensione giornalistica dello scrittore vicentino, attraverso i suoi racconti e i suoi reportages sul Veneto.
Ideato da Tiziana Agostini, Stefano Ferrio e Anna Girardi, In viaggio con Guido Piovene è costruito per sequenze di video d'epoca, musiche, testi e danza; è prodotto dall'Ateneo Veneto e dalla Regione del Veneto, nell'ambito delle Celebrazioni per il centenario della nascita di Guido Piovene, in collaborazione con il Centro Culturale Candiani. Rai Teche ha fornito i preziosi filmati d'epoca, che ci restituiscono un inedito Piovene che parla di se stesso e del 'suo' Veneto davanti alla telecamera. (Tiziana Agostini)