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CANDIANI GROOVE - Sona Jobarteh


domenica 26 marzo, ore 18.00

Sona Jobarteh
Fasiya


Sona Jobarteh,voce, kora
Derek Johnson, chitarra acustica
Andi Mclean, basso elettrico
Mamadou Sarr, percussioni
Westley Joseph, batteria




ingresso: intero € 8 - ridotto € 5  – ridotto speciale per i giovani fino ai 29 anni (posti limitati)  3 euro

auditorium quarto piano
Biglietti già in vendita alla biglietteria del Centro e online (ad esclusione del ridotto speciale) sui siti www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it (diritto prevendita 1 euro)
*Riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

Sona Jobarteh mentre suona la Kora durante un concerto
Sona Jobarteh
 
 
 
 



Sona Maya Jobarteh è una cantante e straordinaria virtuosa di kora (strumento cordofono tradizionale dell’Africa occidentale) proveniente da una nota famiglia di griot  di etnia mandinka del golfo di Guinea, golfo che fece da propagatore per i cantastorie locali che da lì si irradiarono al Mali, al Senegal, al Gambia…
Come polistrumentista, cantante, compositrice e produttrice Sona è tra le grandi donne d’Africa che si sono impegnate nel rompere la tradizione maschilista di impedire alle donne di suonare gli strumenti musicali, quali prerogativa strettamente maschile. Infatti i griot (quali detentori della conoscenza sulle tradizioni, le gesta degli antenati, gli alberi genealogici dei clan, ovvero dell’intera tradizione orale del popolo) sono tradizionalmente maschi, radicata consuetudine che Sona ha deciso di interrompere.
Nipote di Amadu Bansang Jobarteh, uno dei più importanti maestri Griot della sua generazione, migrato dal Mali al Gambia, ma anche cugina di un ancor più popolare virtuoso dello stesso strumento, Toumani Diabate, Sona è nata a Londra nel 1983, in una famiglia di grandi tradizioni musicali  che ha sempre mantenuto strettissimi legami con il paese d’origine. In Gran Bretagna ha completato gli studi classici: ha  studiato violoncello, arpa e pianoforte al Royal College of Music e composizione alla Purcell School of Music, suonando con le più importanti formazioni classiche inglesi e cimentandosi anche nell’improvvisazione jazzistica
Ha partecipato a molti dischi come ospite, firmando sino a ora soltanto due lavori come leader; il debutto nel 2008, con l’album Afro–acoustic soul, in cui affronta temi sociali molto forti e cerca di arrivare a un pubblico il più possibile ampio mescolando le influenze della tradizione africana e della musica classica europea con i suoni molto “radiofonici” del pop contemporaneo. La sua fama internazionale aumenta dopo la composizione della colonna sonora di un riuscito documentario sull’Africa, Motherland, uscito nel 2010, ma è il secondo lavoro discografico  Fasiya a consacrare Sona Jobarteh come una delle musiciste africane più originali e interessanti della nuova generazione.
Pubblicato da ormai cinque anni, sarà presentato in questa nuova tournée europea, che passerà in esclusiva italiana al Centro Culturale Candiani offrendo agli ascoltatori alcuni brani in anteprima dell'imminente nuova produzione discografica, Gambia, dove compare la suggestiva canzone dedicata al suo paese che darà il titolo all’album.

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